Non sempre è saggio essere prudenti.

“Ma essere saggi, questo voleva dire stare al di sopra della gioia e del dolore, della paura e della compassione, dell’ambizione e dell’orgoglio ferito. Essere saggi significava portarsi al di sopra di tutte le cose, non odiare e anche non amare più nessuno, accettare imperturbabili sia il rifiuto sia la simpatia degli altri. Colui che è veramente saggio non è più toccato da niente e da nessuno. Diventa irraggiungibile e nulla può più levarsi al di sopra di lui. Sì, essere così, quella sarebbe stata una cosa desiderabile.” M. Ende: La Storia Infinita. Non è questa in realtà l’opinione dell’autore, ma solo un’idea che il protagonista ha in un determinato momento: rappresenta comunque bene lo stereotipo del saggio. In questo capitolo (Il Monastero delle stelle) i cosiddetti sapienti si sono allontanati da tutto, anche dalle famiglie e vivono in modo ascetico; alla fine del capitolo non è che facciano poi una gran bella figura.


Secondo me l’idea del saggio irraggiungibile è da superare: la saggezza che vale la pena di conquistare è quella che si applica all’interno delle relazioni. Sarebbe utile avere a disposizione alcune saggezze portatili e quotidiane, che ci aiutino a vivere meglio.
Forse bisogna rivedere questo stereotipo del saggio. Non è un essere imperturbabile, quasi impenetrabile ai sentimenti e distaccato dagli eventi; la saggezza non è immobilità, non significa
evitare i pericoli. Chi è saggio ha rinunciato ai piaceri dell’esistenza? No, perché sono espressione di sapienza anche divertirsi, creare, cantare, ribellarsi e fare l’amore.
La saggezza probabilmente ha molte facce e può variare in relazione ai tempi e alle inclinazioni personali.
Sarebbe comunque un vantaggio portarla nella vita, riguarda tutti e è una conquista che vale la pena di realizzare.

 

Di Antonella Scaramucci

Penso che l'essenziale sia invisibile agli occhi, che per tracciare dritto il nostro solco dobbiamo legare l'aratro a una stella e che amando la fatica della vita ne scopriamo il segreto più profondo (e non metto le virgolette perché queste frasi ormai appartengono a tutti noi).

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